Задача Задача №2058503
А
Аноним
31 октября 2024 14:58 · публичный вопрос
А
Аноним
Un ladro particolare C'era una volta un maschio di lepre disonesto. Molto spesso rubava frutti e ortaggi dal campo del vicino, e più di una volta aveva rischiato di finire tra le grinfie' dei cani da guardia. Un giorno, esausto per via della vita che andava facendo, disse a se "Devo cambiare la mia esistenza, la vita del ladro è faticosa! Devo iniziare a coltivare da solo il raccolto". La mattina dopo, convinto della sua scelta, la lepre prese la re, zappa e si avviò nel cuore della foresta. Lì scelse una radura fertile e iniziò a lavorarne la terra fino a che, a sera, tornò stanco ma soddisfatto alla sua capanna. Il giorno dopo ripercorse il cammino fino al suo campicello: piantò semi di mais e di zucca, poi con alcuni rami recintò tutta l'area in modo da proteggere le piante che sarebbero germogliate di lì a qualche tempo. I giorni passavano, i primi boccioli crescevano rigogliosi sott le cure sempre più vigili e accorte della lepre. Ben presto spuntarono anche i primi frutti: l'animale già pregustava il suo raccolto quando si accorse, dispiaciuto, che qualcuno stava rubando i chicchi dalle sue piante di mais. Alcuni uccelli, nella notte, dovevano aver banchettato con i frutti del suo duro lavoro! La lepre, saggiamente, si mise a riflettere e capì quanto il furto fosse negativo e ingiusto: "Sono davvero pentito del mio comportamento precedente", Pose quindi delle trappole, sperando di catturare il colpevole e insegnare anche a costui la dura lezione che aveva a sua volta imparato. Poi, sereno, andò a riposare. Il mattino successivo, la lepre si svegliò di buonora e si diresse al campo: man mano che si avvicinava riusciva a percepire sempre più con chiarezza uno sbattere d'ali insistente. Evidentemente le trappole avevano funzionato! Quando arrivò presso il suo campicello, vide intrappolata una creatura magnifica. Era l'animale più incantevole che avesse mai visto: le sue ali, lunghissime, erano tinte dei colori dell'arcobaleno. Tra le sue piume ne spuntava una più grande delle altre: pensando di metterla in cima alla sua capanna come monito per altri eventuali ladri, la lepre la strappò. Non appena lo fece, l'uccello svani e la lepre si trovò di fronte una bellissima ragazza. «Per favore, restituiscimi la mia piuma magica!» disse la sventurata in lacrime. Poi aggiunse: «La mia casa è al di là delle nuvole, dove regna mio padre. Io sono la sua unica figlia e quelle che ora volano in circolo sopra la tua capanna non sono anatre selvatiche ma le mie damigelle. Ti prego, lasciami andare!». La lepre, però, non aveva intenzione di liberare la sua pri-gioniera: nascose la piuma sotto il suo letto e impose alla principessa della nuvola di restare con lui. L'animale, comunque, trattò sempre con gentilezza la sua prigioniera, cosicché, con il passare del tempo, entrambi finirono per innamorarsi l'uno dell'altra. Un giorno, la principessa della nuvola propose alla lepre uno scambio: se le avesse ridato la sua piuma magica, lei in cambio l'avrebbe trasformato in un essere umano. Sulle prime la lepre diffidò della proposta, poi decise di fidarsi di colei che amava più di ogni altra cosa al mondo. Non appena riebbe la sua piuma, la principessa della nuvola sfiorò con quella il viso della lepre, che si tramutò in un bellissimo principe, che subito le chiese di sposarla. «Accetto di cuore, mio amato, ma a una condizione: le mie damigelle volano spesso da queste parti e informano giorno dopo giorno mio padre di quello che accade qui. Il nostro fidanzamento e il nostro matrimonio devono rimanere segreti: nel mio regno, infatti, l'unione con uno straniero non è consentita e, se si conoscesse il mio gesto, io verrei subito bandita.» I due si sposarono in segreto e iniziarono a vivere in serenità nella loro capanna. Il matrimonio non rimase a lungo sconosciuto al re della nuvola che, nonostante il tradimento della figlia, le inviò dei messaggi con i quali la invitava a tornare a casa. Diceva, con parole dolci e con lusinghe*, , che l'avrebbe perdonata e che avrebbe accolto a braccia aperte il genero. In realtà, mentiva spudoratamente: desiderava la morte del principe con tutto il suo cuore. A tal fine, disse alle damigelle di fare amicizia con un picchio e un topo: a loro sarebbe spettato il compito di avvelenare lo sposo. Ma i due animali si affezionarono al principe e alla principessa così tanto che, quando giunse il momento fatidico®, si rifiutarono di compiere il misfatto. Benché la principessa della nuvola fosse molto felice, finì col sentire la mancanza della sua casa: implorò il marito di seguirla, sperando che il padre, alla fine, avrebbe acconsentito alla loro unione. Il principe decise di portare con sé la piuma magica e i due, con picchio e topo al seguito, giunsero nel regno della nuvola. Tra il popolo della nuvola ci fu una grande agitazione per l'inaspettato ritorno della principessa con lo sposo. «Che sciocchezza è questa?» chiese il re della nuvola quando li vide. «La gente della nuvola non ha mai sposato quelli che vivono sulla terra. Deve tornarsene a casa sua.» Ma la principessa non volle dare ascolto alle parole del padre, e disse che se lui avesse mandato via il suo amato, anche lei avrebbe abbandonato la sua casa per sempre. «Va bene» disse il re, vedendo la figlia tanto determinata. «Lo lasceremo restare per un po.» Ma in realtà aveva ancora intenzione di uccidere il genero. Al topo piaceva molto mangiare e un giorno fu attratto in cucina dai profumi deliziosi. bocconcini che cadevano a terra e udì il capocuoco che discuteva riguardo gli ordini del re, che voleva avvelenare il genero. Fu così che il principe si salvò: il topo lo avvisò in tempo. Il re allora convocò il capo stregone: insieme escogitarono un nuovo piano, ma il picchio ascoltò il loro dialogo. Fu così che il principe si salvò: il picchio lo avviso in tempo. Possiamo solo immaginare la rabbia del re! Decise che avrebbe ucciso il principe durante una battuta di caccia, ma di nuovo il picchio udi il piano, regalò al principe un amuleto' magico (che aveva rubato allo stregone) e il principe si salvò. «Mia adorata» disse poi il principe alla principessa della nuvola quella notte, «tuo padre non si darà pace finché non mi avrà ucciso. È tempo che io torni alla mia casa sulla terra.» «La mia vita senza di te, marito mio, non conterebbe niente per me» rispose lei. «Verrò con te.» E così, nel cuore della notte, mentre tutti dormivano, i quattro tornarono sulla terra. Fu allora che il picchio disse al principe: «Esprimi un desiderio e il tuo amuleto lo farà avverare». «Il mio più grande desiderio è avere una casa che sia degna di mia moglie.» All'improvviso comparve davanti a loro uno splendido vil-laggio, popolato da sudditi che li accolsero come sovrani. Il desiderio successivo del principe fu che il topo e il picchic diventassero esseri umani, e così avvenne in un batter d'occhi* Il topo divenne un gran consigliere e i quattro amici vissero fino alla vecchiaia, governando con saggezza il loro popolo. 1)Nella frase “Per favore,restituiscimi la mia piuma magica!”qual è il significato del termine “favore”?Cercalo sul dizionario e trascivilo Fai attenzione:alcune parole,a seconda del contesto,possono assumere significati differenti.Ricopia solo la definizione corretta rispetto al contesto di questa fiaba.
Нейросеть31 октября 2024 14:58
Il termine "favore" nella frase “Per favore, restituiscimi la mia piuma magica!” ha il significato di "cortesìa" o "gentilezza". Ecco la definizione corretta:
Favore: atto di gentilezza o cortesia, gesto benevolo.
